Buongiorno a tutti,
con questo post è mia intenzione proseguire la serie, tragicamente interrotta per le cause di forza maggiore che tutti noi conosciamo, de “gli anni che furono”, il cui ultimo titolo fa riferimento all’ormai lontano e mai troppo rimpianto 2019.
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E’ sera. Sono seduto alla mia scrivania pensando a come iniziare il post. Una volta facevo meno fatica ad iniziare gli articoli, forse ero più ispirato dal mondo circostante. In questo periodo tuttavia il mondo circostante è chiuso fuori dalla porta per cui temo non mi possa essere di molto aiuto.
Cerco ispirazione altrove: sullo schermo del mio computer vedo, sulla pagina del mio sito, una foto di una chitarra elettrica.

non è la mia chitarra
Osservando la foto mi accorgo che il fotografo, prima di scattare la foto, avrebbe potuto dare una spolverata allo strumento.
Ebbene sì, anche il 2014 è stato spettacolare (beh sì, direte voi, ci sono stati gli spettacoli).
Ma non è di questo che oggi vi voglio parlare
Mi accorgo solo ora di come abbia snobbato palesemente una delle cose più rilevanti vissute durante questi anni.
Sto parlando dell’attività (soprattutto della corale ma non solo) di cantare ai matrimoni o di altre cerimonie importanti; eppure ricordo come all’epoca ne parlassi spesso, quasi fosse la cosa principale. E, in effetti, penso che fosse proprio così.