l'artistA con la A (finale) maiuscola

Mese: Novembre 2015 Pagina 1 di 2

a volte ritornano

MusicoterapiaIl testo di questo post non è nuovo. Ammetto di averlo usato quando ho creato la pagina facebook del gruppo in questione.
Tuttavia, i casi della vita mi hanno portato ad incapparvi mentre cercavo qualche spunto per un prossimo articolo.
La cosa divertente è che non vi sono incappato navigando sulla pagina che creai all’epoca, bensì l’ho ritrovato in una pagina dedicata a questa mia band all’interno di un sito a me assolutamente sconosciuto e mai visto prima.

Bizzarro anche il fatto che giusto pochi giorni fa abbia pubblicato quest’altro articolo in merito.
Comunque, rileggerlo mi ha fatto sorridere, quindi lo ripropongo in toto. Per la cronaca la pagina del sito sconosciuto citato poc’anzi è questa.

recensioni così, senza un vero perché

Oggi (anzi, ieri rispetto a quando questo post sarà leggibile, visto che pubblico sempre a mezzanotte) ho avuto la meravigliosa idea di scrivere una recensione.

Così, senza un vero perché.

Ho prima pensato a cosa recensire… Un disco? Un concerto? Uno strumento musicale? Infine mi sono detto “ ma chi se ne frega della musica?” (come canta anche Caparezza del resto) e ho riflettuto sul fatto che avrei potuto creare un articolo anche inerente a – che ne so? – I romanzi di avventura!

gli anni che furono: 2009

Nel 2009 avvenne un fatto epocale: uscì il secondo disco de “Gli abitanti del pollaio“, disco che fece svoltare per sempre la storia del rock. Purtroppo, come già avvenuto nel 2005, questa magnifica band non si fece mai vedere in giro (anche se certi alberi magici narrano di una misteriosa esibizione estiva) pertanto l’umanità non fu mai messa al corrente della cosa e continuò a pensare che il rock fosse sempre lo stesso di prima.

Gli abitanti del pollaio

i folletti bergamaschi e la fata della foglia

Un’altra notte di insonnia…
A quanto erano arrivate? Ormai non c’era niente oltre alla luce del sole che potesse creare una minima distinzione tra il giorno e la notte.
Suoni sovrumani, fischi assurdi e rotori di elicottero si alternavano senza sosta nel suo orecchio sinistro. Miraggi auditivi avevano ormai preso il posto della realtà.
Cosa avrebbe fatto se non fossero passati? Le probabilità di guarigione si piazzavano al 50%… Testa o croce, niente di più, niente di meno.

l'urlo

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copyright © Franco Fagnoni